Malva
Genere:
Malva
nome italiano:Maleva,
malva selvatica, melba, miloghia, nalba, narbighedda, riondella,
varmeta
nome latino:
Malva sylvestris

Famiglia:
Malvacee
sottofamiglia:
Malvoideae
Costituenti: alcune mucillaggini, l'acido clorogenico,
l'acido caffeico, alcuni antociani ed il potassio.
Parti utilizzate: foglie e fiori
Proprietà: lassativa, antiflogistica,
emolliente, bechica, oftalmica.
Indicazioni
uso interno:
per tosse e raffreddore (sotto forma di tisana facilita la fluidificazione
e l'eliminazione del catarro); per la stitichezza (possiede un'azione
lassativa molto dolce, indicata anche per bambini ed anziani);
il decotto di malva utilizzato per gargarismi e sciacqui è
insostituibile per queste patologie: - per nevralgie dei denti,
ascessi, gengiviti e stomatiti, per infiammazioni vaginali, pelli
arrossate, pruriti e foruncoli, per depurare l'organismo.
uso esterno:
utilizzando lo stesso infuso e decotto per uso interno si possono
fare gargarismi, lavaggi vaginali, clisteri e impacchi per paterecci.
La
Malva silvestre è una pianta erbacea perenne; ha una radice
a fittone e il fusto può essere alto fino a un metro, coperto
di peli e foglie sparse picciolate e di varie forme. La malva
ha innumerevoli proprietà terapeutiche e va raccolta in
piena fioritura e perfettamente essiccata all'ombra. La Malva
silvestre è comune dalla zona mediterranea a quella submontana;
si rinviene frequentemente nei luoghi erbosi, nei ruderi, lungo
le strade e nei campi abbandonati. Il suo uso è antichissimo:
se ne trovano già cenni in epoca romana e greca. Ippocrate
la raccomandava per le sue proprietà emollienti e lassative,
dimostrate ormai scientificamente e apprezzate ancora oggi. Gli
erboristi ne sfruttano le proprietà facendone essiccare
(all'ombra) foglie e fiori e conservando il tutto in vasi di vetro
al riparo dall'umidità e dalla luce.
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