Equiseto
Genere:
Equisetum
nome italiano:
Equiseto o coda di cavallo
nome latino:
Equiseto arvense

Famiglia:
Equisetaceae
Costituenti: Silicio, flavonoidi, sali di potassio,
saponoside, equisetonina
Parti utilizzate: I fusti sterili
Proprietà: erba astringente, salutare,
che agisce soprattutto sull’apparato genito-urinario e controllo
emorragie sia interne che esterne.
Indicazioni
uso interno:
in caso di prostatite, incontinenza, cistite e uretrite. Per uso
interno ed esterno per emorragie.
uso esterno:
la parte aerea della pianta per detergere le ferite, fermare le
emorragie nasali, lenire le pelli infiammate, bruciore di gola
e le infiammazioni emorroidali; in cosmetica una manciata di droga
infusa nell'acqua calda del bagno è utile per le pelli
rilassate e rugose.
L'equiseto
è un genere di pianta vascolare che si riproduce tramite
spore. Questo genere include quindici specie diffuse in tutto
il mondo e conosciute comunemente come Code di cavallo. La radice
equiset- deriva infatti dal latino equi saeta, ossia coda (saeta,
-ae, lett. crine) di cavallo (equi, gen. di equus, -i).
Gli
equiseti contengono glucosidi e diversi minerali; sono inoltre
ricchi di salice, che conferisce loro le proprietà abrasive
sfruttate dal Medioevo fino al XVIII secolo per pulire vasi e
tegami, e soprattutto il petro. A tale scopo, in passato, l’equiseto
invernale veniva esportato dai Paesi Bassi, dove cresceva in abbondanza.
Alcune specie di equiseti concentrano oro nei loro tessuti (sebbene
non in quantità sufficiente per giustificarne l’estrazione)
e sono utili indicatori per i cercatori d’oro. L’equiseto
gigante viene raccolto in molti siti montani per preparare lo
strame per gli animali.
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