Cappero
Genere:
Capparis
nome italiano:
Cappero
nome latino:
Capparis Spinosa

Famiglia:
Capparidacee,
sottofamiglia:
Capparoideae
Costituenti: capparirutina
Parti utilizzate: corteccia e radici
Proprietà: aromatiche e medicinali (diuretico
e digestivo)
Indicazioni
uso interno:
nella cura della gotta, delle emorroidi, delle varici. Recentemente
si è appurata, per gli estratti secchi da frutto di Capparis
(specie se associati a Olea europea, Glycyrrhiza glabra e Ribes
nigrum) un'attività antiossidante cutanea, antiflogistica
ed antistamino-simile, valida nelle dermatopatie allergiche
uso esterno:
l'olio di cappero, ottenuto dal frutto macerato in olio d'oliva,
protegge contro i raggi solari ed è un ottimo abbronzante.
Il
Cappero è molto diffuso nelle isole italiane, sulle coste
francese, in Spagna e in Grecia fin dall'antichità. La
pianta è costituita da un arbusto dai lunghi rami striscianti
(o ascendenti), foglie alterne carnose di forma leggermente arrotondate.
È spontaneo solo su substrati calcarei: nel suo ambiente
naturale cresce sulle rupi calcaree, nelle falesie, su vecchie
mura, formando spesso cespi con rami ricadenti lunghi anche diversi
metri. È una pianta eliofila e xerofila con esigenze idriche
limitatissime. Le proprietà aromatiche sono contenute nei
boccioli del fiore, comunemente chiamati capperi. Utilizzati in
gastronomia da millenni, si raccolgono ancora chiusi e si conservano
in macerazione sotto sale o sotto aceto. I capperi sono solitamente
usati per aromatizzare le pietanze e si sposano bene con una grande
varietà di cibi: dalla carne, al pesce, alla pasta.
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