Borsa
del Pastore
Genere:
Capsella
nome italiano:
Borsa del pastore
nome latino:
C. bursa-pastoris

Famiglia:
Brassicaceae
ordine: Capparales
Costituenti: L'alcaloide burserina, un olio essenziale
solforato, tannini, derivati della colina
Parti utilizzate: parte aerea
Proprietà: Antiemorragiche, regolatrici
del flusso mestruale
Indicazioni:
uso interno:
Per le mestruazioni abbondanti e dolorose (decotto, la tintura,
la tintura vinosa)
uso esterno:
come impacco (3-5 g di pianta essiccata in 150 ml d'acqua e portare
ad ebollizione e filtrare) mettere l'erba in un telo di lino da
adagiare direttamente sulla lesione; in cucina va usata assieme
ad altre insalate rustiche e in alcune località viene mangiata
anche cotta e utilizzata per insalate estemporanee.
La
Borsa di pastore è diffusissima in tutta Italia, dalla
regione mediterranea a quella alpina. Il nome del genere (“capsella”)
e quello specifico (“bursa-pastoris”) deriva dal latino
(“capsella” = piccola borsa). Probabilmente l'origine
del nome è data dalla forma dei frutti della pianta, simili
a bisacce dei pastori. Il nome di questa pianta venne attribuito
nel 1792 dal botanico tedesco Medicus che certamente vedeva nella
forma del frutto la borsa del pastore delle pecore contenente
il sale pastorizio da dare alle bestie.
E' una pianta commestibile dal sapore simile al cavolo. Le giovani
foglie possono essere mangiate come “insalata dei campi”
e dicono abbia proprietà contro l'ipertensione, oppure
la rosetta basale può servire nelle “minestre primaverili”
o come “erbette per la minestra”. In Cina e America
Settentrionale, sui mercati alimentari, è considerata pianta
commerciale. Dai semi si può estrarre dell'olio commestibile.
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