Biancospino
Genere:
Crataegus
nome italiano:
Biancospino
nome latino:

Famiglia:
Rosaceae
specie: Crataegus
monogyna
Costituenti: flavonoidi tra cui iperoside e vitexina,composti
triterpenici tra cui acido ursolico, amine steroli;tannino e derivati
purinici.
Parti utilizzate: frutti e fiori
Proprietà: ricostituente, antidiarroico,
ipotensivo e cardiotonico.
Indicazioni
uso interno:
i fiori sono utilizzati per insonnia, ipertensione, palpitazioni
sottoforma di infuso, decotto o tintura madre. I frutti: per la
diarrea e la ritenzione urinaria.
uso esterno:
Il decotto dei frutti e della corteccia o l'infuso dei fiori,
sono utili antinfiammatori delle mucose della bocca e delle gengive
(gargarismi e sciacqui); per uso cosmetico nota è la sua
azione astringente e normalizzante cutanea dei fiori e delle foglie
di Biancospino sulle pelli grasse.
In
passato, sono state descritte oltre un migliaio di specie appartenenti
al genere Crataegus, alcune delle quali probabilmente sono solamente
ibridi. Uno studio di recente ne ha ridotto drasticamente il numero,
ma le sue numerose forme e ibridi presentano ancora seri problemi
di identificazione. Al Biancospino sono associate diverse usanze
come quella, che risale all’epoca precristiana, di andare
alla festa di calendimaggio e di scegliere una reginetta. In epoca
pagana, il re e la regina di maggio erano uccisi alla fine della
stagione di crescita; di qui è sorta l’ambiguità
odierna sul biancospino che è sia simbolo della speranza
sia presagio di morte. Impiegato in Europa sin dal Medioevo come
rimedio cardiaco, recentemente il biancospino è stato utilizzato
anche in Cina sia a questo scopo sia come digestivo. A fini terapeutici
si usano indifferentemente. C. laevigata, C. monogyna e i loro
ibridi. C. pinnatifida compare per la prima volta nell’opera
di integrazione alla Materia Medica, scritta da Zhu Zhen Heng
verso il 1347, i frutti di un’altra specie cinese, C. cuneata,
hanno un sapore aspro ma gradevole, e sono impiegati soprattutto
contro la diarrea.
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