Atropa
Belladonna
Genere:
Atropa
nome italiano:
belladonna
Famiglia:
Solanaceae
specie: A. belladonna
Costituenti: atropina o DL-giusciamina
Parti utilizzate: intera pianta e radici
Proprietà: narcotica, antispastica, riduce
le secrezioni della bocca, dei bronchi e dello stomaco.
Indicazioni
uso interno:
in caso di asma, calcoli renali, biliari, morbo di Parkinson,
iperacidità, ulcere gastriche e prima degli interventi
chirurgici.
uso esterno:
unguenti e cataplasmi contro i dolori reumatici e muscolari e
nelle gocce per gli occhi durante le visite oculistiche e negli
interventi oftalmici. Importante in omeopatia in caso di insolazione,
mestruazioni dolorose, infezioni e infiammazioni caratterizzate
da attacco improvviso, rossore e dolore violento.
Pianta
erbacea e perenne, dotata di un grosso rizoma dal quale si sviluppa
un fusto robusto, eretto e ramificato, di altezza compresa tra
i 70-150 cm. Nonostante l' aspetto invitante e il sapore gradevole,
le bacche sono velenose per l' uomo e l' ingestione può
provocare una diminuzione della sensibilità, forme di delirio,
sete, vomito, seguiti, nei casi più gravi, da convulsioni
e morte.
A.
belladonna è di fondamentale importanza nella medicina
moderna ed è ampiamente coltivata per l'industria farmaceutica,
soprattutto nell'Europa orientale. Al pari di altre speciedi Atropa,
contiene diversi alcaloidi dalle preziose applicazioni terapeutiche
e vanta un macabro impiego come veleno. Il genere dà il
nome a uno degli alcaloidi presenti nella pianta, l'atropina,
che provoca la dilatazione della pupilla. Prima della comparsa
dei moderni anestetci, A. belladonna veniva applicata alla pelle
come "pomata dello stregone", per rendere il paziente
incosciente prima di un intervento.
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